Che brutto déjà vu: questa notizia l'ho letta ormai già troppe volte.
Ieri. Firenze.
Ragazzo di 20 anni.
L'ultimo urlo consegnato a Facebook:
''Addio mondo di merda. Fate come me, levatevi dal cazzo. La vita fa schifo, studiare e' inutile, tanto non si trova lavoro''.
E poi prende una sciarpa e appende la sua vita all'anta dell'armadio.
Non c'è più tempo. All'improvviso è troppo tardi. Fine dei sogni e dei progetti. Fine dei giochi, fine delle scelte.
Rimane solo, defilata, una notizia. La solita ed ennesima. Che quasi mai si legge sui giornali. Ma se ne trovano a decine invece mettendo sul motore di ricerca un paio di parole...
suicidio - studente - scuola - facebook - 20enne (ma pure 18enne... 16enne... 13enne... 11enne!)
Tutte tragicamente uguali. Le variazioni riguardano i dettagli, i luoghi, le modalità. Qui un ponte, là i binari della ferrovia, una finestra ai piani alti, la corda tesa nel chiuso di una stanza. In un rituale tuttavia che sembra replicarsi all'infinito. In un silenzio annichilito, sordo ed impotente. In un silenzio spesso indifferente.
Ma quanti sono?
Chi se ne occupa? Il conto chi lo tiene?
Si contano i suicidi in carcere. Si contano, con precisione e giustamente: 8 dall'inizio del 2012 ad oggi, 74 nel 2011 (66 di detenuti, 8 di agenti) 912 dal 1997 ad oggi... il dato dà la dimensione della gravità.
Chi conta invece quanti adolescenti, giovani, studenti?
Quanti suicidi nella scuola? Quanti in seguito a fallimenti, bocciature, abbandoni?
Quanti per mobbing o maltrattamenti?
Quanti fra minoranze? per discriminazioni etniche? o sessuali?
Chi fa ricerca? Chi incrocia i dati? Chi mette in relazione? Chi prova a individuare gli strumenti e gli interventi?
La Conferenza Ministeriale europea dell'O.M.S. sulla Salute mentale. Helsinki, Finlandia, 12-15 gennaio 2005, ha elaborato un Piano d’azione sulla salute mentale per l’Europa. Con l'obiettivo di affrontare le sfide e creare le soluzioni.
Il piano è stato successivamente integrato dal Patto europeo per la salute e il benessere mentale, siglato a Bruxelles il 13 giugno 2008.
Si legge tra le azioni:
"È necessario far comprendere alla popolazione e ai professionisti, attraverso azioni di informazione generale e formazione specialistica, che la sofferenza che porta al suicidio può essere intercettata
...
Infine particolare attenzione formativa andrebbe indirizzata agli insegnanti delle scuole medie inferiori e superiori e ai medici di base al fine di poter intercettare i primi segnali di richieste di aiuto che spesso passano inosservati."
Qual'è lo stato di applicazione di quel piano?