Essere omosessuali è una magagna.
Ti accorgi che preferisci quelli del tuo stesso sesso e tutto quello che pensavi sarebbe stata la tua vita si stravolge.
Sarà complicato avere una famiglia, come minimo.
Sarà complicato avere un ambiente sociale, e comunque, quando ti rendi conto, hai compagni di classe eterosessuali che ti credevano 'come' loro. Scatta l'obbligo al cambiamento per somigliare a te stesso. Un cambiamento che riguarda il dire: non sono A! Bensì alef! E si tratta di un pezzo della tua identità, non qualcosa cui puoi rinunciare, tralasciabile. Tu non ti devi vestire con un cappotto piuttosto che con una giacca a vento, no. Tu devi cambiare la tua pelle, tu per primo devi accettare di essere come non era previsto che tu fossi.
Poi lo devi dire alle persone importanti. Potresti non aver paura di dirlo all'amico cui dici sempre tutto, l'amica con cui fino a ieri ti davi la mano nella sacrosanta gioia d'incontrarsi dei 14enni, e che da oggi in poi non saprà se quel darle la mano abbia una nouance sentimentale, erotica, sessuale. Sarai sporcato da quello che gli altri pensano di una persona OMOSESSUALE, perchè te lo dico fin da ora: la gente dà una connotazione solo sessuale alle persone OMOSESSUALI. Ogni persona del tuo stesso sesso penserà che ce stai a provà, che ce staresti, se lei ci provasse.
Sarai sporcato dai pensieri sporchi degli altri.
Poi vorrai e dovrai dirlo a tua madre e tuo padre. Tu a loro dici la verità. Ti hanno educato al rispetto e alla verità. E a quel punto cammini su un crinale che non è dovuto a te, bensì al loro bisogno di saperti perfetto, omologato, di saperti come dicono loro. Questa camminata ai bordi del vuoto tocca a te, i loro occhi arrabbiati di una natura, una predilezione, un istinto che non è omicida violento o antisociale, è di amore. L'impermeabilità delle loro convinzioni ti schiaffeggerà, all'improvviso non ti riconoscono più come il loro amato figlio. Meglio pazzo drogato e assassino, che omosessuale.
Ed è lì che la tentazione di scegliere il vuoto diventa un canto delle sirene.
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martedì 10 gennaio 2012
giovedì 14 luglio 2011
LA SOLITUDINE
CRONACA: Parma - oggi, 14 luglio, ore 8 e un quarto circa del mattino.
Una persona scavalca il parapetto del Ponte di Mezzo e si getta nel torrente. Non è la prima volta: in questo caso un uomo di trent'anni, ora ricoverato in condizioni molto critiche.
Alcuni lettori lasciano commenti online sul sito della Gazzetta di Parma:
La solitudine più grande è quella che si prova in mezzo alla folla.
[inviato da Daniele]
la solitudine la soffro anch'io, posso capire il gesto, ma non il contesto, sto cercando di soffocare la solitudine perchè non c'è niente che possa guarirla....non c'è nessun farmaco al mondo.....e la gente che hai intorno che dovrebbe capire il tuo richiamo e darti un po d'aiuto....al giorno d'oggi nel 2011 con la nuova generazione che c'è non ti caga piu nessuno "questo è un pensiero personale" grazie a tutti
[inviato da ROBOCOP]
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