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giovedì 1 settembre 2011

UNA PERSONA

Una donna assiste dal suo balcone ad un pestaggio. E' una camerunense in attesa del rinnovo del permesso di soggiorno, eppure sceglie di testimoniare. Il caso è quello di Federico Aldrovandi, ucciso nel 2005 durante un controllo di polizia, lei è l'unica testimone a rompere l'indifferenza in cui si è svolta la vicenda. Le sue sono parole semplici e lampanti: sanciscono un confine tra chi possiede e chi ha smarrito il senso dell'umano. E' questa consapevolezza che fa la differenza.
"E cosa vede lei? Un corpo per terra..."
"Ma lei dice un corpo. Io vedo UNA PERSONA"


Caso Aldrovandi, i giudici di Appello: “La Questura ordinò di manipolare la verità”
Bologna: in 233 pagine viene motivata la sentenza che ha confermato la condanna dei quattro poliziotti: "Fu omicidio colposo, il ragazzo colpito con violenza gratuita, senza nessuna regola".
La sentenza



lunedì 18 luglio 2011

PASSATO PROSSIMO

La paziente arrivò perchè non poteva più aspettare: il collega da cui era in cura, malatissimo, stava ancora in ospedale.
Zoppicava come se avesse l'anchilosi dell'anca, io pensai che fosse per quello.
Era una forza della natura, questa paziente, grande grossa e aperta, parlava bene, scandendo e guardandomi dritta in faccia.
A 16 anni aveva tentato il suicidio lanciandosi dalla finestra. Perchè? Perchè la classe docente di quel liceo classico non l'aveva valutata correttamente, i voti non corrispondevano alla sua preparazione e non avevano, nessuno di loro prof, voluto reinterrogarla per verificare. Era indignata, ancora, 20 anni dopo il salto, e ricordava l'onta di quel rifiuto come l'implicito giudizio che presumeva la sua 'vera' preparazione. La rabbia era nuova, inalterata dal tempo passato, rinnovata dalle rifelssioni di adulta (poi si era laureata in giurisprudenza).
Il mio stesso liceo, poi chiedendo i particolari per la cartella.
La mia stessa sezione. Solo 10 anni dopo. Gli stessi che avevano salvato me, avevano quasi ammazzato lei.


lunedì 11 luglio 2011

maltrattamenti, diritti, tutela: istituito il garante per l'infanzia e l'adolescenza

Un nuovo caso di  caso di abusi nella scuola: maestre arrestate per maltrattamenti su un bambino disabile
L'articolo  [link esterno]


A seguire le dichiarazioni del ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna:
"Maltrattare un bambino è sempre un atto gravissimo. Lo è ancora di più se un maltrattamento viene commesso all'interno di una struttura destinata all'nfanzia. Per mettere fine a questi episodi, abbiamo creato l'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza. E' nata soltanto tre settimane fa con voto bipartisan, e potrà segnalare situazioni di disagio e casi particolarmente gravi alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minori, chiedendo l'intervento della magistratura".




Garante nazionale per l'infanzia e l'adolescenza

Il 22 giugno 2011 il Senato ha approvato definitivamente all'unanimità la legge che istituisce l'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza.



governo.it

minori.it

Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia: unicef.it




lunedì 20 giugno 2011

e io ti boccio

ESEMPLARE PUNIZIONE

Tu mi rispondi?
E io ti metto un voto basso.
Tu mi sfidi?
E io ti boccio.
Ti faccio vedere io come si educa una persona.
Non è per darti una preparazione
Non è per seguire una crescita
che nel singolo ha la sua moltitudine
la sua rappresentazione.
No.
Io ne faccio una questione di potere.
E fingo un principio istituzionale
mentre ho una debolezza
personale.




Seduta num 45 con F.

Come va? - F. ha un sorriso tirato -
‘bene. Male. Lo sai che mi hanno bocciato?’
come bocciato? Ci stava sta bocciatura o c’è qualcosa…?
‘hanno sempre ragione loro.’ - abbassa gli occhi, ma non è vergogna, è rabbia da non manifestare troppo –
In che senso, scusa?
‘ma sì, ma sì, prima ti fumi gli spinelli con me e poi mi metti un voto che non mi merito. Ma come si fa a essere preparati a questo? Io cazzo non ero preparato!’
Aspetta, vai con ordine. Che è questa cosa di fumare assieme, prima.
‘lui, il prof, spesso stava con noi lì fuori, fumava con noi, capisci? ‘
eh. E poi?
‘questo senzapalle stava lì a fare l’amico, non so se rendo. Rendo?’
ci parlavate delle cose vostre?
‘eh, sì. Sai, sembrava che semplicemente lui avesse più potere di noi, ma un potere buono ci faceva sentire bravi, veramente bravi. Noi. Ma chettelodicoaffà, il punto non è essere bravi, cazzo. Sembrava che lui fosse come noi. Un amico, anche, capisci?’
E?
‘E invece al dunque, nelle ultime lezioni mi ha insultato, mi ha messo due note e un’insufficienza tale da fare media e agli scrutini, ovvio, m’ha affossato… Ma non è solo lui. E’ l’insieme delle cose che mi manda ai pazzi.’
Come insultato?
‘taci e non rompere le palle, testa di cazzo: come lo vogliamo chiamare?’
Insulto. E’ l’insieme delle cose, dicevi…
‘cioè. E’ la terza volta che mi bocciano. Ti rendi conto?’
Di cosa? Dimmi tu che senti, che pensi
‘la gente penserà: è lui –intendendo me – che ha qualcosa che non va. Se l’han bocciato tre volte, un motivo ci sarà. M’addanna che si possa pensare di me questo.’ - scuote la testa, più che rabbia, rassegnazione. -
Ed è sbagliato? Ingiusto?
‘Cazzo. E’ ingiusto, ma soprattutto mi sporca, mi blocca, non so più che fare per riavere la mia vita.’
Come la mia vita?
‘senti: se non vado avanti in questa scuola, non so proprio che fine farò.’

Cioè: se non fai questa scuola, non potrai fare altro?
‘io penso che questa è la mia possibilità. Questa è la strada che devo fare. Loro…’
loro chi?
‘loro i prof. Pensano che faccio il furbo. Io non faccio il furbo! Io non sono impreparato!
Ma come faccio, se i voti non corrispondono a quello che ho eseguito?!
Come faccio, se parlo e le cose che dico vengono travisate?
Come faccio, se studiare non basta, rispondere alle domande non basta, essere corretto non basta?!’
che effetto ti fa essere stato bocciato per la terza volta?
‘no, senti, non mi si venga a dire che è per il mio bene! Questa è una gogna. Non è questione di dirlo ai miei o agli amici: io mi vergogno con me stesso! Sono incazzato come stesso. Sono confuso. Non so cosa pensare di me stesso. Hanno ragione loro, devo credere alle loro valutazioni, o alla mia percezione di quello che succede?
Non riesco a sperare, a vedere l’anno prossimo. Come farò l’anno prossimo? Ci saranno sti ragazzini di tre anni meno di me che mi prenderanno per ritardato, mica è colpa loro, però nemmeno mia! Non ho più gli stessi interessi dei miei compagni di classe, capisci? Né la stessa statura. Né gli stessi peli, eccheccazzo!’
Che programmi hai ora? Che vuoi fare?
‘ecco! Ecco! non lo so! Di nuovo sotto lo schiaffo di questa gente mi da la nausea. Rinunciare è come se rinunciassi al mio futuro. Troverò qualche lavoretto quest’estate, ma davvero non so che fare l’anno prossimo.’ 

- rabbia impotenza frustrazione -

Possiamo aiutarlo?
La scuola prevede qualcosa per il suo bisogno di confronto e di sostegno psicologico?
E, sempre sempre sempre: chi valuta i valutatori?

martedì 14 giugno 2011

morire di scuola


SEDICENNE SUICIDA PER BOCCIATURA
Fonte: ANSA - Sassari, 12 giugno 2011 - Dopo aver appreso che sarebbe stato bocciato, un ragazzo di 16 anni, che frequentava il secondo anno di un istituto tecnico professionale, si e' impiccato a Sorso (Sassari)... Il ragazzo ha lasciato 4 lettere, 3 indirizzate ad amiche e una ai genitori, nelle quali avrebbe motivato la decisione di uccidersi.

NON AMMESSA ALLA MATURITA' TENTA IL SUICIDIO
Fonte: ANSA - Frosinone, 12 giugno
La ragazza ha ingerito una scatola di pasticche. Sottoposta a lavanda gastrica, è fuori pericolo.

GIOVANE 18ENNE SI SUICIDA A MASSA MARTANA L'ULTIMO GIORNO DI SCUOLA
Fonte: iltamtam.it - 11 giugno
Un giovane di 18 anni si è tolto oggi la vita gettandosi dal dal viadotto di Castelvecchio, nei pressi di Massa Martana, dove si è recato dopo aver preso parte alle lezioni dell'ultimo giorno di scuola. Il giovane frequentava un istituto tecnico di Foligno. ... Tra le ipotesi non si esclude che lo studente temesse un esito negativo a scuola.

BOCCIATO A SCUOLA: 17ENNE SI SUICIDA SUI BINARI AD AOSTA
Fonte: Leggo.it - Aosta, 08 Giugno 2011
La mancata ammissione all'esame di terza superiore all'Isitip di Verres, ma anche alcuni problemi personali, sono all'origine del suicidio di D.B., diciassettenne di Hone (Aosta), che questa mattina si è gettato sotto il treno regionale Aosta-Ivrea. ... La vittima ha dato l'addio agli amici con due lettere, in particolare ringraziando «chi gli ha voluto bene». Inoltre ha lasciato ieri sera uno straziante messaggio su facebook in cui chiede scusa alle persone «che ha fatto soffrire». Stamane si è quindi piazzato vicino ai binari in attesa del treno.

I casi riportati sono soltanto 4 tra i numerosi che si possono trovare in rete, avvenuti in questi giorni, e che riguardanti studenti tra i 15 e i 18 anni, bocciati o non ammessi agli esami.

COS'E' / COME SI INTERPRETA UNA BOCCIATURA?
UN ATTO FORMATIVO? / UN RIFIUTO? / UNO STIGMA?
quando si parla di ABBANDONO SCOLASTICO bisognerebbe farsi innanzitutto una domanda:
CHI ABBANDONA CHI?



Dall'articolo "Morire... di scuola!" di Rita Occidente Lupo
Fonte: www.dentrosalerno.it
...
Fine anno scolastico, fioccanti verdetti! La scuola approva o boccia nel suo processo valutativo.  ...  Ma i docenti, da chi vengono valutati in base alla ricaduta del loro insegnamento? Sull’impatto, col gruppo classe, sulla capacità di trasmettere i contenuti culturali e di porsi come referenziali educatori nel processo di crescita degli allievi? Ancora misteriosi i parametri che pongono sulle moderne cattedre senza pedana, i nuovi magister che spesso, al di là della voglia di voler apparire “amici” dei discenti, finiscono per smarrire il proprio ruolo autorevole o la propria capacità psicologica, di andare al di là del disimpegno e dell’asettica impreparazione, di chi, tra i banchi, spesso ha un universo troppo conflittuale dentro, da poter essere coinvolto da un sapere, dinsacorato dal proprio tempo!

lunedì 13 giugno 2011

chi controlla i controllori?

LA UMBRIDGE DOCET (è questo il grave)
Io di riforma non so niente. Ho come l’impressione che lo scopo sia il boicottaggio della scuola pubblica.
I professori sono pagati meno di una signora delle pulizie.
Nessuno controlla i controllori/valutatori e, anzi, se toppano, il governo si sfrega le mani perché vuole una scuola per pochi, solo privata.
- questi primi due punti sono, ovvio ma da dire, a scapito della qualità: non ti pago, non ti guardo, non mi interessi. Disfatevi nell’indifferenza della società. -
I valutatori - cioè i professori - sono depressi (ne ho un tot in terapia: è una categoria a rischio), insicuri, si sentono soli nel tentativo di far funzionare una bestia come ‘la scuola pubblica’. Lottano, ma sanno l’inanità della lotta. Si confrontano continuamente con l’inanità.
So, dai miei pazienti/prof, che esistono valutatori malvagi, impuniti da questo sistema, che troppo frequentemente vincono sugli altri: nessuno li guarda male.
Perché nessuno li guarda male? Almeno!
Questi valutatori malvagi rendono inane la lotta dei miei pazienti/prof (e lo scrivo perché questi pazienti sono l’unico vero contatto attuale con la scuola per me), rendono inane lo sforzo di chi vuole il bene degli studenti. E’ il tripudio delle Unbridge e la sconfitta di Silente e di tutto il suo esercito di buoni.


scrutini

Nei giorni scorsi si è chiuso un anno scolastico contestatissimo sul piano politico delle riforme e dei tagli finanziari. Ultima in ordine di tempo la polemica sui test INVALSI per la valutazione degli standard di apprendimento.
Leggi l'articolo di Repubblica.it    [link esterno]


Sai bene, Anna, che in questi anni ho avuto un doppio sguardo sulla scuola: sia dal'interno del processo, come insegnante, sia sul versante opposto come utente-genitore. E ho sviluppato un'opinione fortemente problematica rispetto all'oggettività dei metodi e criteri di valutazione (in qualche caso anche alla correttezza nelle relazioni).
Ti riporto alcuni brani tratti da articoli di cui vorrei discutere con te:

-Vi sono scuole che registrano da anni un livello altissimo di insufficienze in alcune classi, e tuttavia non avvertono la necessità di apportare il minimo cambiamento nella didattica: lo studente che non ottiene gli obiettivi viene respinto, e se ciò non dà i risultati sperati, lo si respinge una volta ancora.
In qualsiasi altro campo, un ripetuto fallimento costringerebbe a rivedere il metodo di lavoro. Non così a scuola" (Antonio Vigilante)

-L’INSOSTENIBILE INUTILITÀ DELLA BOCCIATURA SCOLASTICA COME FORMA DI PUNIZIONE
Appare incredibile questa vena autolesionista che vede nell’insuccesso scolastico, non si sa per quale motivo, una sorta di incremento del valore formativo della scuola stessa. Il successo di un’istituzione si definisce sulla capacità di portare i propri clienti verso il raggiungimento degli obiettivi previsti e non il contrario.(Daniele Novara)

Leggi l'articolo    [link esterno]

-e infine il commento di un ragazzo (copia-incollato letteralmente da un forum):
e va bhe ragazzi io sono stato bocciato 3 volte in 1 media… ora mio padre nanche mi alza piu le mani perchè ora (GRAZIE A DIO) facio 2 media e ho 16 anni su con la vita…. c’e sempe qualcuno che sta peggio (cioè io)