DIRE suicidio

Non siamo preparati. Le cose accadono, di fianco a noi, ci sfiorano. E noi lasciamo perdere, convinti che non ci riguardino.
Sbagliamo, ci riguardano. Secondo i dati dell'O.M.S. il suicidio rappresenta la seconda causa di morte entro i 25 anni. Soltanto gli incidenti uccidono più giovani. Eppure queste vite spariscono dentro al silenzio.
PARLARNE FA PAURA, MA E' PIU' PERICOLOSO NON PARLARNE


Il suicidio non è
un atto  privato.
...
Quando una  persona decide
di morire
per sua stessa mano.
Quando non sono  possibili
ai suoi occhi
altre soluzioni
e
ogni strada è  inutile.
Fine dei significati
Fine della speranza
Fine  della fiducia
Il suicidio è una rivolta
all’assedio di se  stessi.
Una rivolta all’assedio
delle aspettative altrui.
Un salto  contro il domani.
...
Siamo tutti responsabili
quando uno di noi
si  ammazza.
Non sappiamo in che modo,
ma è certo:
siamo  responsabili.
Ci stiamo facendo
le domande giuste?
Forse  ci sono stati
segni premonitori,
forse
siamo stati sordi  all’avvertimento.
Dall’impatto in poi,
ogni giorno,
come  una preghiera,
staremo in bilico
sullo stesso davanzale
in  bilico
sul dubbio.
Che forse una nostra parola
una  partecipazione diversa
se fossimo stati attenti. 

E lui avrebbe
rimandato
si sarebbe  dimenticato
nell’impegno quotidiano
l’impulso a
interrompere. 
Abbiamo il dovere di indagare.
Il suicidio di uno  di noi
sta piantato
come una lama nell’addome
della nostra  coscienza:
è una ferita transfossa,
di cui non è dato  morire,
e
ci accompagna
ci dissangua
ci tiene  svegli.


Anna Segre


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:: UNA TESTIMONIANZA: "Ci si vergogna a parlare, non si viene capiti, non si viene presi sul serio... ma non per cattiveria, credo veramente che sia per paura. Gli Altri, siccome hanno paura di questo fenomeno, ti fanno sentire ancora più isolato e depresso, perché non ne puoi parlare."








Il suicidio è tra le prime cause di morte tra i 15 e i 24 anni. Ne avviene uno ogni 16 minuti.
È FALSO che a commettere suicidio siano solo certe categorie di persone: poveri, pazzi, "emo" e depressi... Più spesso invece si tratta di persone come quelle che conosciamo. Persone reali, come noi, però con una vita che finisce troppo presto.







«APRIAMO GLI OCCHI E IL CUORE. NON SI PUÒ MORIRE COSÌ A 15 ANNI»
lettera pubblicata dal Corriere.it
Caro direttore,
ho deciso di scrivervi, perché penso che sia successo un fatto che ha lasciato tutti con un terribile vuoto dentro. Un ragazzo di 15 anni si è suicidato. Penso che chi l'abbia letto sul giornale ne sia rimasto impressionato. Io vado nel suo stesso liceo. Non lo conoscevo. Ma quando la mattina mi hanno comunicato la notizia, per un momento tutto si è fermato intorno a me. Ho pensato che bisognasse domandarsi cos'è successo, senza raccontare solo i fatti accaduti. Ho pensato che era un ragazzo del mio liceo, più o meno della mia età. Era un ragazzo come me. E allora mi chiedo, in che razza di società corrotta, di mondo orribile viviamo, se un ragazzo di 15 anni, che non sa ancora cosa lo aspetta nella vita e quante cose possono cambiare, decide di suicidarsi? Perché è stato possibile, che lui non abbia trovato neanche un motivo per fermarsi?
Mi chiedo cosa pensava sull’orlo della finestra. Se aveva le lacrime agli occhi, o la faccia determinata e magari inconsapevole. Se immaginava il vuoto che avrebbe lasciato, lo sconforto di Milano, o almeno di noi studenti del Leonardo. Io penso che non fosse solo un brutto voto. Penso che la realtà forse lo deludeva, forse lo disgustava. Forse è stato un atto impulsivo, per un moto dell'animo a noi sconosciuto, o forse ci aveva pensato. Quello che mi chiedo è, perché? Come siamo arrivati a questo punto? Siamo noi, è questo mondo, questa realtà, che ha permesso che ciò accadesse. Perché non dovrebbe neanche essere possibile.
E allora, voi che avete i mezzi per comunicarlo alla gente, urlatelo al mondo, che così non va! Che bisogna cambiare. Che non si può semplicemente lasciare che la realtà scorra, fregandocene. Aprite gli occhi, perché stiamo sbagliando, e ci perdiamo la vita. Aprite il cuore, perché queste cose non succedano mai più. Credo che sarebbe una cosa utile e importante, che riflettessimo un po’. Anche se a dirlo sono solo io, una piccola studentessa di quarta liceo.
(fonte: Corriere.it - 12 gennaio 2010)





Dopo aver letto questa lettera, ho fatto una ricerca in rete e ho rintracciato numerose notizie di casi come questo, in particolare a Milano dove, in diversi licei, si sono verificati episodi analoghi nell'arco di pochi giorni. Un forum aperto da corrieredellasera.it riporta molti commenti a caldo. Ne cito alcuni che trovo particolarmente significativi:

Sono la mamma di una ragazzina di 15 anni che frequenta il liceo Einstein di Milano. Oggi mia figlia era lì e ha appreso la notizia durante l'intervallo. Le cose che mi lasciano perplessa sono due: la prima l'indifferenza dell'insegnante che, finito l'intervallo, invece di invitare al dialogo ragazzi ha chiuso l'argomento dicendo "iniziamo la lezione". La seconda è la quantità di giornalisti fuori dalla scuola alla ricerca di notizie "morbose". Forse anche queste sono cose che non fanno bene ai ragazzi.

io sono studente del verri e ho visto tutto. devo dire meno male che era intervallo senò non l'avrebbe vista nessuno...

non penso che il motivo di questi tentati suicidi sia tanto blando.una mia amica solo pochi mesi ha avuto problemi quasi simili e posso dire che i voti e problemi sentimentali sono la minima parte. dietro ci sono altri gravissimi problemi che spesso gli adulti non considerano, che il più delle volte non ci considerano grandi abbastanza per averli. a parer mio possono essere gli ambienti dove si vive che possono far male, o che possono essere parte del male. non voglio dare addosso alla scuola, ma anch'io come lei sono stato bocciato all'einstein 3 anni fa e posso dire che, avendo cambiato scuola, sto meglio, ma non per l'andamento scolastico, ma per il rapporto con i prof, che qui sono sempre disponibili e aperti con noi alunni, ci si parla liberamente e di tutto, non si considerano intoccabili e un gradino sopra gli altri

Fonte:http://forum.milano.corriere.it/milano/12-01-2010/i-ragazzi-che-si-buttano-dalla-finestra-1448690.html

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:: UN REPORTAGE - CURRENT TV: ADOLESCENTI E SUICIDIO




Tutte le storie che ho incontrato chiedono solo di esistere, di essere guardate in faccia, di poter avere una dignità nel loro dolore, perché quello che succede ed è successo a tutte queste persone si riassume in un'unica sola e semplicissima condizione: ESSERE UMANI.

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Senza alcuna pretesa scentifica, il nostro blog vuole essere uno spazio di confronto sull'argomento, possibilmente una conversazione aperta e senza pregiudizi.

Di seguito riportiamo invece alcune informazioni (e consigli) ricavate da siti, associazioni e istituzioni che si occupano di prevenzione del suicidio.
A rispettivi indirizzi web è possibile trovare notizie più dettagliate e mettersi in contatto con esperti, help-line, centri di ascolto e cura.



:: FALSI MITI E CREDENZE SUL SUICIDIO
tratto da www.perdersidanimomai.it/

Spesso, di fronte ad un fenomeno nuovo, sconosciuto e inquietante come quello del suicidio, le persone tendono a crearsi credenze, pregiudizi e congetture erronee. E’ dunque importante sfatare i falsi miti inerenti a tali situazioni, per trasmettere alla gente un concetto adeguato di suicidio che gli permetta di avvicinarsi al problema e di farlo nel modo più utile, funzionale ed efficace possibile.
L’idea del suicidio passa attraverso diverse fasi:
- inizialmente si crede che la vita sia un peso, un fardello, che non vale la pena di essere vissuta;
- successivamente subentra il desiderio di addormentarsi e non svegliarsi più, di morire accidentalmente;
- l’impossibilità di trovare aiuto o la perdita di speranza portano la persona, che si trova a vivere una crisi profonda, a concepire il suicidio come una possibile scelta di gestione della propria vita e come una forma di liberazione dalla sofferenza.
Generalmente la gente crede che le persone che realmente arrivano a commettere un suicidio raramente parlino del suicidio. Diversi studi dimostrano che almeno il 70% delle persone con questi porpositi mandano diversi tipi di segnali, attraverso i quali esprimono, anche a parole, il loro desiderio.
Questo suggerisce che il suicidio in qualche modo e misura può essere previsto, di conseguenza è necessario non sottovalutare mai le dichiarazioni di suicidio o qualsiasi altro segnale che esprima tale intenzione.
Spesso si pensa che persone molto depresse che presentano propositi suicidi siano determinate a morire e indirettamente il suicidio viene percepito come qualcosa di inevitabile e automatico. Tale convinzione è molto pericolosa. I potenziali suicidi tendono, invece, a vivere una forte e sofferente indecisione tra due principali possibili scelte: quella di vivere e quella di morire.
Inoltre, è errato credere che tutte le persone suicide siano da considerarsi necessariamente persone con disturbi mentali.
Indipendentemente dalle cause che hanno portato una persona a considerare il suicidio, questa persona sta sostanzialmente vivendo una crisi molto profonda, di conseguenza, l’analisi del problema aiuta a capire meglio la propria situazione, ad analizzare sotto altri punti di vista le possibili soluzioni fornendo spesso sollievo e comprensione.
In questo modo si sfata la credenza secondo la quale parlando troppo di suicidio le persone che hanno cominciato a pensarvi seriamente possono essere incentivate, quasi spronate a concretizzare il loro pensiero.
(il sito http://www.perdersidanimomai.it/, attivato dall'ASL di Rovigo, offre un punto di assistenza per la prevenzione del suicidio e mette a disposizione una grande varietà di materiali informativi)







:: AIUTARE UN AMICO O UN PARENTE CHE STA PENSANDO AL SUICIDIO
tratto da www.befrienders.org

Non parlate, ma ascoltate!
Di fronte a qualcuno che si sente depresso o ha propositi suicidi, la nostra prima reazione è cercare di aiutarlo. Offriamo consigli, gli raccontiamo le nostre esperienze, cerchiamo soluzioni.
Faremmo meglio a stare zitti e ad ascoltare. Le persone che pensando di suicidarsi non vogliono risposte o soluzioni. Vogliono potere esprimere senza paura le loro paure ed ansie, vogliono poter essere se stessi.
Ascoltare - ascoltare veramente - non è facile. Bisogna controllare l'istinto di dire qualcosa - di fare commenti, di aggiungere qualcosa alla storia di chi si ascolta, di offrire consigli. Bisogna prestare attenzione non solo ai fatti che la persona ci sta raccontando, ma anche ai sentimenti che si nascondono dietro questi fatti. Bisogna vedere le cose dalla prospettiva della persona che si ascolta, non dalla nostra.
Ecco qui di seguito alcune cose da ricordare se state aiutando una persona con propositi suicidi.
Cosa vogliono le persone che meditano il suicidio?
•Qualcuno che li ascolti. Qualcuno che si prenda il tempo di ascoltarli veramente. Che non li giudichi, che non dia consigli od opinioni, ma che gli presti completa attenzione.
•Qualcuno di cui fidarsi. Qualcuno che li rispetti e che non cerchi di assumere il controllo della situazione. Qualcuno che consideri tutto quello che gli viene detto assolutamente riservato.
•Qualcuno a cui importi. Qualcuno che si metta a disposizione, che metta la persona a suo agio e parli con tranquillità. Qualcuno che li riassicuri, li accetti e gli creda, Qualcuno che gli dica "A me importa".
Cosa NON vogliono le persone che meditano il suicidio?
•Essere lasciati da soli. Il rifiuto può rendere il problema dieci volte peggiore. Avere qualcuno a cui rivolgersi fa davvero la differenza. Semplicemente, ascoltate.
•Ricevere dei consigli. Le prediche non aiutano. Né aiutano suggerimenti come "fatti coraggio", o facili rassicurazioni che "tutto andrà bene". Non cercate di analizzare, comparare, generalizzare o criticare. Semplicemente, ascoltate.
•Subire un interrogatorio. Non cambiate argomento, non mostrate pietà o condiscendenza. Parlare dei sentimenti è difficile. Le persone con propositi suicidi non vogliono venire messe sotto pressione o sulla difensiva. Semplicemente, ascoltate.




:: I SEGNALI D'ALLARME DEL SUICIDIO
tratto da www.befrienders.org

Il suicidio raramente è un impulso dovuto ad una decisione immediata. Durante i giorni e le ore precedenti al suicidio, generalmente appaiono indizi e segnali di allarme.
I segnali più forti e rivelatori di un disturbo sono quelli verbali - "non posso andare avanti così", "Non m'importa più di niente" o anche "sto pensando di farla finita". Certe espressioni vanno sempre prese sul serio.
Altri segnali di allarme comuni comprendono:
•Diventare depressi o rinchiudersi
•Comportarsi pericolosamente
•Mettere ordine nei propri affari e regalare oggetti di valore
•Mostrare marcati cambi di comportamento, attitudini o apparenza
•Abusare di droga, medicinali o alcool
•Soffrire per grandi perdite affettive o cambiamenti nella vita
Qui sotto elenchiamo altri esempi di condizioni o comportamenti che possono rappresentare dei segnali che qualcuno sta contemplando il suicidio. Naturalmente, nella maggior parte dei casi, queste situazioni non conducono al suicidio, ma in genere, più segnali mostra una persona, più alto è il rischio di suicidio.
Situazioni
Avere subito abusi sessuali o fisici
Avere una storia familiare di suicidi e violenze
Avere subito la morte di un caro amico o di un familiare
Essere andati incontro a un divorzio o una separazione, o la fine di una relazione
Avere subito fallimenti scolastici, temere l'imcombere di un esame, essere stati bocciati ad un esame
Avere perso il proprio lavoro, o avere problemi sul lavoro
Avere problemi legali
Essere stati arrestati di recenti o stare per essere rilasciati


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:: AIUTI IN RETE



> PREVENIRE IL SUICIDIO
Centro per lo Studio e per la Prevenzione dei Disturbi dell'Umore e del Suicidio - Ospedale Sant'Andrea di Roma
www.prevenireilsuicidio.it

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> AMICO CHARLY, CRISIS CENTER
www.amicocharly.it
centro avanzato di servizi sul suicidio adolescenziale
Il Crisis Center è stato fondato nel 2001 da L’amico Charly Onlus come Centro avanzato di servizi sul suicidio adolescenziale, e si occupa di adolescenti che commettono gravi gesti autolesivi con un intervento tempestivo di tipo clinico verso il ragazzo e di sostegno alle famiglie e alle scuole.
Attraverso il coinvolgimento diretto non solo del ragazzo ma anche del contesto in cui si è verificato il gesto, il servizio del Crisis center, completamente gratuito, mira a intercettare l’intenzione comunicativa del gesto autolesivo e a rimetterla in gioco sulla scena familiare e scolastica.


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> PREVENZIONE SUICIDIO:
www.prevenzionesuicidio.it
Il sito fa parte delle iniziative dell'Associazione per la prevenzione dei comportamenti autolesivi e del disagio in età evolutiva APADEE.
Il tentato suicidio, con la sua elevata prevalenza, è riconosciuto come una grave emergenza sanitaria. Un gesto suicidario esprime uno stato di profonda sofferenza.
AIUTO: www.prevenzionesuicidio.it
Con la costituzione dell'associazione ci proponiamo di attivare un telefono PRONTO HELP per sostenere sia chi si trova in situazione di crisi che per fornire informazioni ed indicazioni sui centri di cura più vicini a chi telefona.

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:: LIBRI e TESTIMONI

Scott Poland
PREVENZIONE DEL SUICIDIO NELL'ADOLESCENZA
Edizioni Erickson

AA.VV. a cura di Anna Oliverio Ferraris
CHIAMARSI FUORI. Ragazzi che non vogliono più vivere
Giunti editore

Mathilde Monaque
VIVERE NON SERVE MORIRE NEMMENO
(La depressione a 14 anni: diario di una guarigione)
Sonzogno Editore

Kay Redfield Jamison
RAPIDA SCENDE LA NOTTE
(Capire il suicidio)
Ed.Tea

Mari Cavalli, Will_Be
UNA CANZONE PER CASTOR
Besa Editrice


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:: QUANDO TUTTO SEMBRA PERDUTO





Biglietti d'addio di giovani suicidi
(messaggi raccolti e pubblicati da 1984myblog - 10/10/2008)



“Sarai contento ora papà.
Ora che non ti do più grane.
Mi dispiace averti deluso, ma è anche colpa tua.
Salutami Sara e dille che la tratto così perché le voglio bene.
I soldi che ho in banca li lascio tutti a Telefono Azzurro.
Volevi sapere perché non andavo più a scuola?
Non lo so.
Mi dispiace per te mamma, che sei stata più gentile del babbo,
che mi ha sempre rotto le scatole.
Ci rivedremo, spero il più tardi possibile, nell'aldilà.”
P.S. Spero che la Fiorentina vinca la coppa
Ciao, anzi addio.
(scritto da un sedicenne)

***

SMS di Jessica (14 anni) all’amica prima di suicidarsi.
Temeva di essere bocciata.

“Ti voglio bene.
Sto facendo una grandissima cazzata.
Saluta tutti gli amici.
Sono giù per il ponte che va verso
Ponte in Valtellina.”

***

Da una lettera alla mamma:

“Vi mancherò ma dopo un po’ tutto tornerà normale”



Nota:
Ogni anno sono circa 100 i ragazzi tra i 14 ed i 18 anni, che a fine anno scolastico, nel periodo tra maggio e giugno, tentano il suicidio temendo di essere bocciati.
Spesso riuscendoci.
(1984myblog)



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:: I SOPRAVVISSUTI



“Vi mancherò ma dopo un po’ tutto tornerà normale”

NO.. niente tornerà normale


"...non potevi sapere fino a che punto un suicidio distrugge tutto. Solo chi è sopravvissuto al suicidio di un caro può capirlo. E' un dolore feroce, rabbioso, continuo, non ti lascia inpirare l'aria, non ti lascia libero mai. Tutto cambia per sempre. Tutto fa male, anche il tempo che fa. Non c'è più un bel sole. Se c'è il sole è un sole crudo, se c'è nuvolo sono nuvole cupe. Le strade abituali sono strade che ti ricordano il dolore dei primi giorni, quelle nuove sono futili e prive di senso... e il mondo innocente è finito."

(Giacomo)






:: UN FORUM DEDICATO ALL'AUTO-AIUTO
Il blog POESIE DELL'ATTIMO è dedicato alla memoria di un giovane poeta che ha scelto di terminare la propria vita.
Contiene una sezione-forum di autoaiuto per persone sopravvissute al suicidio di un proprio caro:
www.poesiedellattimo.it

 
I NOSTRI CONTATTI:

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