venerdì 27 gennaio 2012

In occasione della giornata della memoria.

A chi la memoria lo tormenta tutti i giorni. A chi non è indulgente con sè stesso. Chi si chiede se ha fatto tutto il possibile. Se avrebbe potuto fare meglio. Se è più giusto tacere o raccontare e che non è tranquillo in nessuno dei due casi. A chi è tormentato dall'approssimazione, ma anche dall'oblio.


JUDENRAMPE


La Judenrampe è un binario morto.
Una banchina sulla quale lascerai
le tue valigie, se le hai.
All’apertura del vagone respirerai,
spererai in un sollievo,
di bere, lavarti, riposarti.
Lì rimarranno anche le tue ipotesi di futuro,
mentre corri per ubbidire agli ordini.
I maschi da una parte e le femmine dall’altra.
Avrai paura, ma non ci sarà tempo
per pensare a quello che senti.
La Judenrampe è una bolgia ordinata:
ognuno verrà strappato ai suoi,
ma lo stupore e l’incredulità ti terranno in fila.
Ancora non lo sai.
Che non li rivedrai più.
Non avrai modo di dir loro un’ultima parola,
di farti dare una benedizione,
di indugiare un momento.
Tutto avverrà in fretta,
in un fragore di passi pianti e latrati.
La Judenrampe è un inganno, un trucco.
Mentre ti affanni per capire le regole,
evitare i colpi in testa e guardare
dove mandano tua madre,
non potrai intuire che la fila di sinistra,
la più numerosa,
è un imbuto verso le camere a gas.
Poi ci ripenserai, non potrai farne a meno.
Perché poi saprai cose che prima non potevi
nemmeno immaginare
e tutto sarà banalmente chiaro.
Quel luogo è una porta sul buio,
è l’inizio della tua fine,
anche se ne uscissi vivo,
il che è improbabile.

Anna Segre



"Nella primavera del 1944, il campo di Auschwitz raggiunge il massimo della sua capacità di sterminio. Cominciavano ad arrivare i convogli con gli ebrei ungheresi che dovevano esser sterminati subito. (….) Mai prima d’ora s’era visto uno sterminio di massa di queste proporzioni. Per facilitare le operazioni di selezione e abbreviare il tragitto tra la banchina ferroviaria e la camera a gas, viene costruita all’interno del lager di Birkenau una rampa a tre marciapiedi, che consente ai convogli di fermarsi a poche centinaia di metri dai bunker dei crematori. Verrà chiamata Judenrampe."
F. Sessi Auschwitz 1940/1945 BUR


6 commenti:

  1. IL Giorno della Memoria


    Solo il pensiero

    Per me ritorna

    Tutto il resto e’ stato

    Costruito e distrutto

    Poi dimenticato

    Rievocato e ricordato.

    A volte mi chiedo se

    le carezze sono bastate

    Se le parole hanno

    colto l’attenzione

    o meglio se l’intento

    e’ riuscito.

    Ecco questo mi chiedo

    Nel Giorno della Memoria

    Nel momento in cui

    ogni ricordo e’ vivo

    E la tua mano cerca

    istintivamente l’altra .

    E’ troppo poco

    ricordare oggi cio’

    che ieri ti ha toccato

    e sapere dentro noi

    che da qui alla morte …

    Molto ancora sfuggira’



    (Testo Modificato non edito)

    Andrea Moretti

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    1. GRAZIE. Ogni poesia è un dono. E come un dono raccolgo la tua poesia e la inserisco nel nuovo post. Seguici, abbiamo apprezzato la tua voce.

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    2. Diversamente
      Siamo una ragione sociale
      Dove tutto si equivale
      Dove tu non puoi sfuggire
      Alle regole di Dio
      Lui ci ha dato consacrati tutti uguali,
      Non da regole ma giustizie,
      Per difetto predilige
      Ci ha dato un cuore
      Batte forte una ragione
      Che pensa dentro
      Come una lucciola intermittente
      Brilla di notte, solo una stagione,
      Riflesso nei peccati condannato
      Alle parole incerte
      Che non profumano
      Come i fiori che porti dentro.
      (Quando ricrederai,
      Quando appena riconoscerai)
      Ti chiederai: perché ho sbagliato!
      Per quale petalo ho sfogliato
      E quale rosa senza spine ho regalato
      In questo giorno di poca luce?
      Dico beato chi concepisce
      La propria estensione,
      Perché non avrà rivolta nell’interiora,
      Perché il giusto ti chiederà
      Per come sei diverso
      Dal pensiero che hai portato dentro
      Come una lucciola intermittente
      Che brilla di notte solo una stagione
      Riflesso nei peccati
      Condannato alle parole incerte
      Che non profumano come i fiori
      Che porti dentro.
      Diversamente da come pensi
      Tra mille lucciole interferenti,
      Diversamente da quel che senti
      Tra piccole lucciole indifferenti.

      Tratto da Fatti di VersiAlbatros 2009 Andrea Moretti

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  2. "Dico beato chi concepisce
    La propria estensione"

    ... quanto è vero
    quanto è preziosa la diversità compresa in questo verso

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    1. Oro
      l'ignoranza non ha ha un confine
      ma ha troppe barriere invalicabili

      Andrea Moretti

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  3. L'Amore e L'Anima
    l'amore e l'anima sono due elementi invisibili e silenziosi ti accorgi di loro solo quando arrivano e solo quando se vanno e mentre restano in te non dicono chi sono ma solo cosa sono
    Andrea Moretti

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