JUDENRAMPE
La Judenrampe è un binario morto.
Una banchina sulla quale lascerai
le tue valigie, se le hai.
All’apertura del vagone respirerai,
spererai in un sollievo,
di bere, lavarti, riposarti.
Lì rimarranno anche le tue ipotesi di futuro,
mentre corri per ubbidire agli ordini.
I maschi da una parte e le femmine dall’altra.
Avrai paura, ma non ci sarà tempo
per pensare a quello che senti.
La Judenrampe è una bolgia ordinata:
ognuno verrà strappato ai suoi,
ma lo stupore e l’incredulità ti terranno in fila.
Ancora non lo sai.
Che non li rivedrai più.
Non avrai modo di dir loro un’ultima parola,
di farti dare una benedizione,
di indugiare un momento.
Tutto avverrà in fretta,
in un fragore di passi pianti e latrati.
La Judenrampe è un inganno, un trucco.
Mentre ti affanni per capire le regole,
evitare i colpi in testa e guardare
dove mandano tua madre,
non potrai intuire che la fila di sinistra,
la più numerosa,
è un imbuto verso le camere a gas.
Poi ci ripenserai, non potrai farne a meno.
Perché poi saprai cose che prima non potevi
nemmeno immaginare
e tutto sarà banalmente chiaro.
Quel luogo è una porta sul buio,
è l’inizio della tua fine,
anche se ne uscissi vivo,
il che è improbabile.
Anna Segre
"Nella primavera del 1944, il campo di Auschwitz raggiunge il massimo della sua capacità di sterminio. Cominciavano ad arrivare i convogli con gli ebrei ungheresi che dovevano esser sterminati subito. (….) Mai prima d’ora s’era visto uno sterminio di massa di queste proporzioni. Per facilitare le operazioni di selezione e abbreviare il tragitto tra la banchina ferroviaria e la camera a gas, viene costruita all’interno del lager di Birkenau una rampa a tre marciapiedi, che consente ai convogli di fermarsi a poche centinaia di metri dai bunker dei crematori. Verrà chiamata Judenrampe."
F. Sessi Auschwitz 1940/1945 BUR
IL Giorno della Memoria
RispondiEliminaSolo il pensiero
Per me ritorna
Tutto il resto e’ stato
Costruito e distrutto
Poi dimenticato
Rievocato e ricordato.
A volte mi chiedo se
le carezze sono bastate
Se le parole hanno
colto l’attenzione
o meglio se l’intento
e’ riuscito.
Ecco questo mi chiedo
Nel Giorno della Memoria
Nel momento in cui
ogni ricordo e’ vivo
E la tua mano cerca
istintivamente l’altra .
E’ troppo poco
ricordare oggi cio’
che ieri ti ha toccato
e sapere dentro noi
che da qui alla morte …
Molto ancora sfuggira’
(Testo Modificato non edito)
Andrea Moretti
GRAZIE. Ogni poesia è un dono. E come un dono raccolgo la tua poesia e la inserisco nel nuovo post. Seguici, abbiamo apprezzato la tua voce.
EliminaDiversamente
EliminaSiamo una ragione sociale
Dove tutto si equivale
Dove tu non puoi sfuggire
Alle regole di Dio
Lui ci ha dato consacrati tutti uguali,
Non da regole ma giustizie,
Per difetto predilige
Ci ha dato un cuore
Batte forte una ragione
Che pensa dentro
Come una lucciola intermittente
Brilla di notte, solo una stagione,
Riflesso nei peccati condannato
Alle parole incerte
Che non profumano
Come i fiori che porti dentro.
(Quando ricrederai,
Quando appena riconoscerai)
Ti chiederai: perché ho sbagliato!
Per quale petalo ho sfogliato
E quale rosa senza spine ho regalato
In questo giorno di poca luce?
Dico beato chi concepisce
La propria estensione,
Perché non avrà rivolta nell’interiora,
Perché il giusto ti chiederà
Per come sei diverso
Dal pensiero che hai portato dentro
Come una lucciola intermittente
Che brilla di notte solo una stagione
Riflesso nei peccati
Condannato alle parole incerte
Che non profumano come i fiori
Che porti dentro.
Diversamente da come pensi
Tra mille lucciole interferenti,
Diversamente da quel che senti
Tra piccole lucciole indifferenti.
Tratto da Fatti di VersiAlbatros 2009 Andrea Moretti
"Dico beato chi concepisce
RispondiEliminaLa propria estensione"
... quanto è vero
quanto è preziosa la diversità compresa in questo verso
Oro
Eliminal'ignoranza non ha ha un confine
ma ha troppe barriere invalicabili
Andrea Moretti
L'Amore e L'Anima
RispondiEliminal'amore e l'anima sono due elementi invisibili e silenziosi ti accorgi di loro solo quando arrivano e solo quando se vanno e mentre restano in te non dicono chi sono ma solo cosa sono
Andrea Moretti