giovedì 22 marzo 2012

la rincorsa



A 20 anni prese la rincorsa
il tappeto portava l'impronta
della sua furia
arricciato dalla potenza
della spinta.

Il suicidio non è
un atto privato.
Non è
esercizio della volontà.

Quando una persona decide
di morire
per sua stessa mano.
Quando non sono possibili
ai suoi occhi
altre soluzioni
e
ogni strada è inutile.

Fine dei significati
Fine della speranza
Fine della fiducia

Il suicidio è una rivolta
all’assedio di se stessi.
Una rivolta all’assedio
delle aspettative altrui.
Un salto contro il domani.

Il suicidio si rifiuta
si sottrae
rinuncia.

Siamo tutti responsabili
quando uno di noi
si ammazza.
Non sappiamo in che modo,
ma è certo:
siamo responsabili.

Ci stiamo facendo
le domande giuste?
Forse ci sono stati
segni premonitori,
forse
siamo stati sordi all’avvertimento.

Dall’impatto in poi,
ogni giorno,
come una preghiera,
staremo in bilico
sullo stesso davanzale
in bilico
sul dubbio.

Che forse una nostra parola
una partecipazione diversa
se fossimo stati attenti.

E lui avrebbe
rimandato
si sarebbe dimenticato
nell’impegno quotidiano
l’impulso a
interrompere.

Abbiamo il dovere di indagare.

Il suicidio di uno di noi
sta piantato
come una lama nell’addome
della nostra coscienza:
è una ferita transfossa,
di cui non è dato morire,
e
ci accompagna
ci dissangua
ci tiene svegli.

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