Se il maestro pretende di essere al centro di tutta l'azione educativa, sarà difficile per lui gestire l'eterogeneità. Se invece accetta di perdere questo privilegio, si renderà conto che il suo lavoro può essere affiancato e sorretto dagli altri studenti, dai colleghi, dall'ambiente stesso.
L'atteggiamento è dato dalla capacità di ascolto.
La tecnica dell'ascolto risiede, è vero, nella sensibilità di ogni individuo, ma può essere affinata attraverso un esercizio costante. Il centro dell'azione educativa è lo studente e l'ascolto garantisce il maestro dagli errori metodologici.
[da un intervento di Emanuela Conti in Progettare immagini, a cura di G.Staccioli, La Nuova Italia ed.]
una buona scuola ha bisogno di buoni maestri!
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